CHIESA DELL'ANNUNZIATA

La chiesa, ad una sola navata e a pianta rettangolare con un interessante volume absidale incorporato nella struttura, è lo sviluppo di una cinquecentesca cappella sorta in quel punto a testimonianza della progressiva crescita urbanistica del “borgo”. Agli inizi del ‘600 l’originaria cappella, dopo un consistente lavoro di ampliamento, fu elevata a dignità di chiesa affiancando, così, la chiesa Matrice di S.Maria Maggiore. La Chiesa dell’Annunziata raggiunse la sua attuale forma agli inizi del ‘700. L’unica parte che rimase incompiuta - e ancora è rimasta tale - fu il campanile il quale, nei primi anni del ‘900, risultava pure privo della cupola finale.

I lavori del ‘700 interessarono maggiormente l’ambiente interno, riccamente allestito in un ridondante stile barocco che, però, è progressivam4nte svanito per le continue trasformazioni, le ripetute decorazioni frequentemente eseguite in qu2sto tempio nelle epoche successive. Alcuni lavori di restauro furono eseguiti nel 1858 con interventi all’organo posto sulla cantoria, e la posa della “riggiolata” (ovvero il pavimento) e alla ricostruzione dell’altare maggiore. Quest’ultimo - realizzato con marmi policromi e con un tabernacolo in stile classico - fu poi smontato e addossato, negli anni ‘60 del corrente secolo, alla 4arete di fondo dell’abside per adeguare la chiesa alla nuova liturgia sancita dal Concilio Vaticano II.

Il 23 novembre 1980 la Chiesa dell’Annunziata fu gravemente colpita dallo storico terremoto. Questa è stata l’occasione per portare a termine sostanziali interventi di restauro che hanno dato all’interno dell’edificio religioso l’attuale aspetto.

La facciata esterna è molto semplice e contiene duefinestre, simmetriche al modesto rosone centrale. Il portale, che può essere considerato una semplificazione della tipologia barocca, è sormontato da una lunetta che delimita un’Annunciazione, affrescata da autore ignoto agli inizi del ‘600 secondo uno schema compositivo tardorinascimentale. Ai lati dell’ingresso sono collocati due leoni scolpiti in pietra calcarea precedenti alla costruzione della chiesa; si è sicuri, infatti, che essi siano “avanzati” a qualche lavoro di restauro praticato, probabilmente in epoca settecentesca, in un altro tempio che potrebbe essere la Chiesa di S.Biagio al Castello. Il leone di destra, che stringe fra le unghie un serpente, è “opus Francisci de Sicignano”, come è inciso sulla base, e risale, con probabilità, al XIII sec.; il leone di sinistra, che stringe un ariete, è invece di epoca più antica. All’interno, il soffitto è realizzato a botte con crociere in triplice diramazione; l’abside è sovrastato da una cupola con finestre strombate, incorniciate da lesene. Sulla parete di fondo dell’abside è collocata una delle opere più pregevoli di Maratea e dintorni e cioè una raffigurazione dell’Annunciazione. Il quadro, un dipinto su tavola della prima metà del ‘500 realizzato secondo una iconografia ispirata agli schemi della scuola toscana, è di eccezionale bellezza per l’equilibrio cromatico e la compostezza del soggetto. Molte discussioni solleva l’identificazione del suo autore che, secondo alcuni, sarebbe Marco Pino da Siena, mentre per altri può essere addirittura Simone da Firenze.

Su i due lati del presbiterio è disposto il coro, opera di intagliatori lucani del primo Settecento, in struttura lignea monocroma scura. All’ingresso del tempio, su un soppalco in legno, vi è l’organo, di epoca settecentesca, realizzato in legno laccato, con modanature anch’esse laccate e decorate ulteriormente da fregi in legno e metallo. (testo e foto www.marateasacra.it)